Programma

Vogliamo un’istituzione snella, autorevole e che non parli a se stessa.

Una casa dei giornalisti al servizio dei giornalisti che sia in grado di tutelare dignità e valori dei meno garantiti.

Una casa dei giornalisti che rafforzi credibilità e prestigio della professione.

Una casa dei giornalisti che non sia di parte ma al di sopra delle parti.

Un Ordine vittima di burocrazia, di interessi privati (dichiarati e non), di giochi di potere e di ansie di carriera è peggio che inutile: è da cancellare.

Il programma condiviso dalle giornaliste e dai giornalisti di Facciamo Ordine per le elezioni dell’Ordine dei giornalisti.

LOTTA ALLE FAKE NEWS L’OdG sarà un’authority agile, al passo coi tempi, libera da retaggi corporativi. Vorremmo fare lavorare l’Ordine in sinergia con le autorità della comunicazione e della privacy, garantendo piena autonomia della nostra istituzione da organi di nomina politica. L’OdG deve diventare Authority Garante in tema di fake news che avvelenano la corretta informazione e la nostra professione.

UN FUTURO CON PIÙ ISCRITTI Va allargata la platea degli iscritti, attraverso una chiara modifica della legge. È giornalista chiunque lavora seriamente per la carta, la tv, la radio, il cyberspazio, compresi i videomaker. Con i diritti (iscrizione a Inpgi, Casagit e sindacato) e i doveri dettati con chiarezza dalle specifiche carte di deontologia professionale.

SERIETÀ E COMPETENZA Deontologia non è una parola astratta: è il presupposto della credibilità della nostra categoria. Il Consiglio di disciplina ha un ruolo fondamentale, a partire dal primo livello, quello territoriale, e va potenziato. In alcuni Ordini regionali il sistema non sempre funziona come dovrebbe: lungaggini inspiegabili, errori procedurali che portano all’annullamento delle delibere al Consiglio Nazionale. Per questo vorremmo che gli eletti ai Consigli di disciplina siano preparati e scelti tra colleghe e colleghi autorevoli e indipendenti.

LA CARTA DI FIRENZE Più del 75% dei giornalisti non ha un contratto ed è privo di tutele. Due sono gli strumenti per contrastare la sempre più netta dicotomia tra chi è stabilizzato e chi no. Il primo è la Carta di Firenze secondo cui i capiredattori e i direttori hanno il dovere di non trasformarsi in pedine degli editori e hanno il dovere e la responsabilità della solidarietà e del rispetto dei colleghi. L’altro strumento è la Legge n° 233/2012 sull’Equo compenso. È necessario esercitare una forte pressione sul governo affinché dia finalmente attuazione a questa legge di civiltà.

COI PRECARI Ci impegniamo a creare all’interno dell’Ordine regionale una Commissione per i giornalisti precari e i collaboratori che approfondisca tutti gli aspetti e i temi che riguardano questa platea di colleghi in continuo aumento e proponga soluzioni, anche innovative, per il loro lavoro e la loro dignità professionale. La Commissione sarà composta da un componente del Consiglio regionale delegato e da colleghi precari e collaboratori, in particolare giovani, che non si sono potuti candidare alle elezioni perché non iscritti da almeno 5 anni nonostante una ben più lunga esperienza professionale alle spale.

IL COPYRIGHT L’Ordine deve ricorrere a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative – in ogni sede – per ottenere un’adeguata remunerazione degli articoli giornalistici oggi distribuiti gratuitamente dai grandi prestatori di servizi online. Deve promuovere almeno a livello Ue l’alleanza delle diverse istituzioni giornalistiche per indurre direttamente i vari governi, al di là delle authority locali, a sostenere con determinazione la Direttiva europea per il copyright, se necessario anche con provvedimenti in materia di antitrust e/o di natura fiscale.

L’INVADENZA DEL MARKETING Per garantire l’indipendenza del lavoro e la qualità dei contenuti, l’Ordine deve intervenire per proteggere l’informazione e i colleghi dalla sempre maggiore invadenza della pubblicità e del marketing, anche con segnalazioni al Consiglio di Disciplina. Vogliamo introdurre e creare negli Ordini regionali una Commissione di vigilanza che possa agire direttamente con segnalazioni e richiami formali alle testate che non si attengono a questo principio. La Commissione dovrebbe essere composta da tre colleghi, espressione di ogni singolo consiglio regionale e delle scuole di giornalismo regionali. Sulla commistione informazione-pubblicità l’Ordine dovrà anche promuovere una conferenza nazionale con la partecipazione di tutti gli attori sulla scena, editori e inserzionisti compresi.

MOBBING E DIRETTORI L’Ordine regionale deve proteggere i colleghi nelle redazioni da azioni di discriminazione, intimidazione, dequalificazione professionale e mobbing, a opera di direttore e caporedattori, ma anche degli stessi colleghi, con interventi diretti e con la segnalazione al Consiglio di Disciplina per violazione delle norme della legge ordinistica.

LA FORMAZIONE La formazione professionale prevista per legge è occasione di crescita, studio, confronto. Vogliamo definire una linea chiara con proposte di studio serie, articolate, composite e di qualità, potenziando anche i corsi in diretta streaming e quelli online. Su questa offerta serve un monitoraggio costante degli ordini regionali. L’offerta della formazione è talvolta scadente.

TRASPARENZA Garantiamo la trasparenza nella gestione dell’Ordine. I gettoni di presenza qualora percepiti da consiglieri e revisori di conti dei vari Ordini regionali e dell’Ordine Nazionale, devono essere resi pubblici e rintracciabili, come anche i cosiddetti rimborsi spese. La mancanza di trasparenza alimenta la sfiducia generale dei colleghi nei confronti degli istituti di categoria, in alcune occasioni finiti sotto la lente della magistratura per “peculato”. I “gettoni di presenza” non possono diventare veri compensi da centinaia di euro al mese.

UNA FONDAZIONE Vorremmo fare dell’Associazione Walter Tobagi – che ha raccolto l’eredità dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo, IFG – una Fondazione: un’istituzione culturale aperta alla città, in grado di proporre studi, ricerche e accrescere conoscenza sulla storia e sulla evoluzione del giornalismo. Un punto di riferimento culturale non solo per i giornalisti ma per l’intero mondo della editoria, della comunicazione e per tutti i cittadini.

IL FONDO DI SOLIDARIETÀ È necessario creare un Fondo di solidarietà per i colleghi in difficoltà.

L’Ordine dovrà avere anche totale autonomia e potere legale nell’esercitare il recupero dei compensi dovuti ai colleghi, anche quando non riconosciuti dagli editori. Un potere automatico che toglierebbe i giornalisti dall’imbarazzo di aprire un contenzioso.

UFFICI STAMPA Deve essere applicata la legge 150/2000. Bisogna riprendere in mano la battaglia per l’applicazione del contratto giornalistico nella pubblica amministrazione, cancellato dall’accordo tra amministrazione pubblica e confederali con il rinnovo contrattuale del 2018. In ogni caso un Ufficio stampa, pubblico o privato che sia, deve essere guidato da un giornalista, così come vuole la legge 150/2000 e nel rispetto del  Testo unico dei doveri del giornalista.

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